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Aldo FabriziAldo Fabrizi
1905 1990

Aldo Fabrizi (all'anagrafe Fabbrizi) (Roma, 1º novembre 1905 – Roma, 2 aprile 1990) è stato un attore, regista, sceneggiatore, produttore, comico e poeta italiano.
Attore intenso e versatile, nel corso della sua carriera ha avuto modo di misurarsi sia in ruoli comici che drammatici. È stato inoltre, insieme ad Alberto Sordi e Anna Magnani, una personalità essenziale per quanto riguarda la rappresentazione della romanità nel cinema.



Biografia
Gioventù
Di umile famiglia (la madre gestiva un banco di frutta e verdura in Campo de' Fiori), nasce in una abitazione in vicolo delle Grotte n. 10 (dove ancora oggi esiste una targa commemorativa). All'età di undici anni rimase orfano del padre Giuseppe, vetturino, morto per una polmonite fulminante contratta cadendo con cavallo e carretto in un fosso romano; costretto così ad abbandonare gli studi per contribuire al sostentamento della numerosa famiglia - che comprendeva anche cinque sorelle tra le quali Elena Fabrizi, in seguito soprannominata Sora Lella - si adattò a fare i lavori più disparati.

Esordi
Nonostante le difficoltà, la sua vocazione artistica riuscì a esprimersi pubblicando nel 1928 nelle edizioni della Società poligrafica romana (non si sa se a proprie spese) un volumetto di poesie romanesche intitolato Lucciche ar sole, che riuscì a far recensire sul quotidiano Il Messaggero, e partecipò inoltre alla redazione del giornale dialettale Rugantino; nello stesso periodo cominciò a calcare le scene, prima con la Filodrammatica Tata Giovanni, poi come dicitore in teatro delle sue stesse poesie, come era ancora uso in quegli anni. Nel 1931, a 26 anni, esordì come macchiettista nei piccoli teatri della capitale e in giro per l'Italia, insieme con la compagna "Reginella", con il nome di "Fabrizio", come comico grottesco romano, proponendo caricature dei tipi caratteristici romani come il vetturino, il conducente di tram e lo sciatore. Divenuto in breve tempo popolare, costituì una propria compagnia che, nel 1937, vide fra le sue file per breve tempo un giovane Alberto Sordi.

Anni quaranta


Nel 1942 esordì come attore cinematografico nel film Avanti c'è posto, diretto da Mario Bonnard al quale seguirono Campo de' fiori - sempre di Bonnard - e L'ultima carrozzella di Mario Mattoli, nei quali si limitò a riproporre le macchiette che aveva già interpretato a teatro - rispettivamente quelle del bigliettaio, del pescivendolo e del vetturino - accanto ad Anna Magnani, con la quale avrà un rapporto conflittuale. In queste tre pellicole vi sono discorsi, battute e situazioni tipici di una Roma oramai sparita; anche il dialetto romanesco usato da Fabrizi è, per certi versi, figlio di un modo di parlare ormai desueto. Nel film L'ultima carrozzella girato nell'estate del 1943, in piena seconda guerra mondiale, tra gli attori troviamo alcuni esponenti celebri del dialetto e della canzone romanesca del Novecento, quali Romolo Balzani, Gustavo Cacini e Anita Durante, altra stella ormai tramontata di quel variegato e onesto firmamento di attori che recitavano in vernacolo romanesco.
Durante l'Anno Santo del 1925, per un certo periodo, lavorò davvero come vetturino. Si dice che lo spolverino e il berretto indossati nella pellicola del 1943 fossero gli stessi da lui usati in quella precedente, giovanile esperienza. Anche Federico Fellini, all'epoca ancora giovane e sconosciuto, lo aiuterà nella sceneggiatura. Storia diversa, invece, col primo film compiutamente neorealista, Roma città aperta di Roberto Rossellini, dove interpretò il ruolo più significativo ed intenso della sua carriera, ispirato alle figure dei sacerdoti romani don Giuseppe Morosini e don Pietro Pappagallo entrambi fucilati nel 1944, durante l'occupazione nazista della capitale, il primo a Forte Bravetta, il secondo alle Fosse Ardeatine.
Si dedicò anche, in maniera saltuaria, al doppiaggio: sue sono le voci di Giuseppe Varni, il bidello della scuola femminile nel film Maddalena... zero in condotta (1940) e di Gino Saltamerenda, il netturbino che aiuta Lamberto Maggiorani ed il piccolo Enzo Staiola a cercare la bicicletta rubata, nel mercato di Porta Portese, in Ladri di biciclette (1948), entrambi diretti da Vittorio De Sica.

Anni cinquanta e sessanta

Per la sua interpretazione nel film di Blasetti, Prima comunione (1950), fu premiato con un Nastro d'argento al migliore attore protagonista. Da quel momento interpretò quasi altri settanta film, ottenendo spesso un buon successo, senza disdegnare ruoli drammatici, ma privilegiando sempre ruoli brillanti e comici, nei quali manifestò una naturale carica di bonaria umanità che lo accompagnerà durante tutta la sua carriera. Realizzò una serie di film con altri grandi attori del periodo come Totò con il quale recitò in Guardie e ladri del 1951, Una di quelle del 1953, I tartassati del 1959, Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi del 1960, Totò contro i quattro del 1963) e con Peppino De Filippo con il quale recitò in Signori, in carrozza! del 1951, Accadde al penitenziario del 1955 e Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo del 1956, divenendo uno dei protagonisti della commedia all'italiana.
Con Totò era legato da una profonda stima e amicizia e lui stesso affermò che: "Lavorare con Totò era un piacere, una gioia, un godimento perché oltre ad essere quell'attore che tutti riconosciamo era anche un compagno corretto, un amico fedele e un'anima veramente nobile... Arrivati davanti alla macchina da presa, cominciavamo l'allegro gioco della recitazione prevalentemente estemporanea che per noi era una cosa veramente dilettevole. C'era solamente un inconveniente, che diventando spettatori di noi stessi ci capitava frequentemente di non poter più andare avanti per il troppo ridere."Lavorò anche con il grande regista del muto Georg Wilhelm Pabst in due film: La voce del silenzio del 1953 e Cose da pazzi del 1954, dove interpretò quello che, sicuramente, resta il ruolo più particolare della sua carriera: un matto che crede di essere un primario ospedaliero. Tra il 1948 e il 1957 diresse anche nove film, tutti dignitosi, a partire da quello d'esordio, girato in Argentina, Emigrantes (1948), alla trilogia sulle avventure della famiglia Passaguai, della quale fu anche produttore per la sua Alfa Film XXXVII, ad Hanno rubato un tram (1954), girato a Bologna con la fotografia del grande Mario Bava, pure questo riemerso nel 2005 in DVD, fino all'accorato e malinconico Il maestro... (1957), la sua ultima regia.
Sergio Leone affermò che le regie di Fabrizi erano fittizie, in quanto se ne occupò personalmente lasciando la firma all'attore romano.
Anni settanta e ottanta
Durante gli anni settanta recitò in pochi altri film come C'eravamo tanto amati per il quale vinse il suo secondo Nastro d'argento nel 1975 per un ruolo secondario. L'ultimo film fu Giovanni Senzapensieri, girato nel 1986.

Teatro

Sul palcoscenico del Teatro Sistina, nella stagione 1962-1963, ottenne un grande successo personale interpretando il ruolo del boia papalino Mastro Titta nella commedia musicale Rugantino scritta e diretta da Garinei & Giovannini, Massimo Franciosa e Pasquale Festa Campanile. Il grande trionfo fu completato da una memorabile trasferta negli Stati Uniti, a Broadway, dove lo spettacolo registrò sempre il tutto esaurito. L'ultima sua apparizione teatrale è del 1967, con lo spettacolo Yo-Yo Yè-Ye scritto da Dino Verde e Bruno Broccoli. Ritornerà ad interpretare Mastro Titta in Rugantino nell'edizione 1978 della commedia.
Per il Teatro Verdi (Trieste) nel 1970 è Zanetto Pesamenole (Donna Pasqua) ne Al cavallino bianco con Tony Renis, Sandro Massimini e Graziella Porta nel Teatro Stabile Politeama Rossetti.

Televisione
In televisione esordì nel 1959, come interprete dello sceneggiato di Leopoldo Cuoco e Gianni Isidori "La voce nel bicchiere", diretto da Anton Giulio Majano. Per molto tempo, preso da impegni cinematografici e teatrali, sarà questo il suo unico lavoro televisivo, fino al 1971, quando ottenne un altro grande trionfo nel varietà del sabato sera Speciale per noi diretto da Antonello Falqui, accanto ad Ave Ninchi, Paolo Panelli e Bice Valori, che è anche l'unica testimonianza visiva rimasta delle sue macchiette teatrali. L'ultima apparizione televisiva avvenne nel corso del G. B. Show, in onda su Raiuno, il 27 agosto 1987, in cui ripropose dal Rugantino "na donna dentro casa è 'n antra cosa".

Ultimi anni

Fabrizi, sposato con Beatrice Rocchi, cantante di varietà molto nota negli anni venti col nome d'arte di Reginella, dalla quale ebbe due figli gemelli, Massimo (deceduto nel 2016 a 84 anni, proprio come il padre)e Wilma Fabrizi, rimase vedovo nell'estate del 1981. Abitava a Roma in Via Arezzo, nel quartiere Nomentano, nello stesso edificio dell'amica Ave Ninchi.
Coltivava l'hobby della gastronomia e amava in modo particolare gli spaghetti con aglio, olio e peperoncino. Sulla pasta e le sue tante e diverse ricette scrisse anche alcune poesie in dialetto romanesco.
Morì a Roma il 2 aprile del 1990 all'etá di 84 anni per una insufficienza cardiaca e i funerali si celebrarono due giorni dopo nella Basilica di San Lorenzo in Damaso. È tumulato al Cimitero Monumentale del Verano di Roma. Sull'ingresso della cappella è ben visibile la scritta "Aldo Fabrizi" (con una sola B) mentre all'interno, sulla lapide che copre la bara, oltre alle date di nascita e morte, c'è il suo vero nome "Aldo Fabbrizi" (con due B) e l'Epitaffio: «Tolto da questo mondo troppo al dente».

Premi e riconoscimenti
Premi cinematografici

Biennale di Venezia1947: premio biennale per speciali meriti artistici - Il delitto di Giovanni EpiscopoDavid di Donatello1988: David alla carrieraNastri d'argento1951: miglior attore protagonista - Prima comunione
1975: miglior attore non protagonista - C'eravamo tanto amatiOnorificenze

Teatrografia parziale
Hai fatto un affare, commedia di Aldo Fabrizi, Marcello Marchesi, Mario Mattoli, regia di Mattoli, Compagnia di Prosa Teatro Nostro, prima al Teatro Salone Margherita di Roma, il 14 settembre 1944
Roma città chiusa, con Aldo Fabrizi, Riccardo Billi, Chiaretta Gelli, Adriana Serra, Maria Donati, Alberto Rabagliati, Flora Torrigiani (1945).
Rugantino, di Pietro Garinei, Sandro Giovannini, Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Luigi Magni, musiche di Armando Trovajoli, Teatro Sistina, Roma, 15 dicembre 1962.Filmografia








Attore
Avanti c'è posto..., regia di Mario Bonnard (1942)
Campo de' fiori, regia di Mario Bonnard (1943)
L'ultima carrozzella, regia di Mario Mattoli (1943)
Circo equestre Za-bum (episodi Dalla finestra e Il postino), regia di Mario Mattoli (1944)
Roma città aperta, regia di Roberto Rossellini (1945)
Mio figlio professore, regia di Renato Castellani (1946)
Il vento m'ha cantato una canzone, regia di Camillo Mastrocinque (1947)
Vivere in pace, regia di Luigi Zampa (1947)
Il delitto di Giovanni Episcopo, regia di Alberto Lattuada (1947)
Tombolo, paradiso nero, regia di Giorgio Ferroni (1947)
Natale al campo 119, regia di Pietro Francisci (1948)
Emigrantes, regia di Aldo Fabrizi (1948)
Antonio di Padova, regia di Pietro Francisci (1949)
Vita da cani, regia di Steno e Monicelli (1950)
Prima comunione, regia di Alessandro Blasetti (1950)
Benvenuto reverendo!, regia di Aldo Fabrizi (1950)
Francesco, giullare di Dio, regia di Roberto Rossellini (1950)
La famiglia Passaguai, regia di Aldo Fabrizi (1951)
Signori, in carrozza!, regia di Luigi Zampa (1951)
Fiorenzo il terzo uomo, regia di Stefano Canzio (1951)
Tre passi a Nord (Three Steps North), regia di William Lee Wilder (1951)
Cameriera bella presenza offresi..., regia di Giorgio Pàstina (1951)
Parigi è sempre Parigi, regia di Luciano Emmer (1951)
Guardie e ladri, regia di Steno e Monicelli (1951)
La famiglia Passaguai fa fortuna, regia di Aldo Fabrizi (1952)
Cinque poveri in automobile, regia di Mario Mattoli (1952)
Il carrettino dei libri vecchi, episodio di Altri tempi - Zibaldone n. 1, regia di Alessandro Blasetti (1952)
Papà diventa mamma, regia di Aldo Fabrizi (1952)
William Tell (The Story of William Tell), regia di Jack Cardiff (1953)
Siamo tutti inquilini, regia di Mario Mattoli (1953)
Una di quelle, regia di Aldo Fabrizi (1953)
La voce del silenzio, regia di Georg Wilhelm Pabst (1953)
L'età dell'amore, regia di Lionello De Felice (1953)
Il più comico spettacolo del mondo, regia di Mario Mattoli (1953)
Garibaldina, episodio di Cento anni d'amore, regia di Lionello De Felice (1954)
Hanno rubato un tram, regia di Aldo Fabrizi (1954)
Marsina stretta, episodio di Questa è la vita, regia di Aldo Fabrizi (1954)
Cose da pazzi, regia di Georg Wilhelm Pabst (1954)
Io piaccio, regia di Giorgio Bianchi (1955)
I due compari, regia di Carlo Borghesio (1955)
Carosello di varietà, regia di Aldo Quinti e Aldo Bonaldi (1955)
Accadde al penitenziario, regia di Giorgio Bianchi (1955)
I pappagalli, regia di Bruno Paolinelli (1955)
Un po' di cielo, regia di Giorgio Moser (1955)
Mi permette, babbo!, regia di Mario Bonnard (1956)
Donatella, regia di Mario Monicelli (1956)
Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo, regia di Mauro Bolognini (1956)
Il maestro... (El maestro), regia di Aldo Fabrizi (1957)
Festa di maggio (Premier mai), regia di Luis Saslavsky (1958)
I prepotenti, regia di Mario Amendola (1958)
Prepotenti più di prima, regia di Mario Mattoli (1959)
I tartassati, regia di Steno (1959)
Ferdinando I° re di Napoli, regia di Gianni Franciolini (1959)
Un militare e mezzo, regia di Steno (1960)
La sposa bella (The Angel Wore Red), regia di Nunnally Johnson (1960)
Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi, regia di Mario Mattoli (1960)
Gerarchi si muore, regia di Giorgio Simonelli (1961)
Fra Manisco cerca guai..., regia di Armando William Tamburella (1961)
Le meraviglie di Aladino, regia di Mario Bava (1961)
Twist, lolite e vitelloni, regia di Marino Girolami (1962)
I 4 monaci, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1962)
Chi la fa, l'aspetti, episodio di Gli italiani e le donne, regia di Marino Girolami (1962)
L'uomo in bleu, episodio di I 4 tassisti, regia di Giorgio Bianchi (1963)
I quattro moschettieri, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1963)
Il giorno più corto, regia di Sergio Corbucci (1963)
Das Feuerschiff, regia di Ladislao Vajda (1963)
Totò contro i quattro, regia di Steno (1963)
Made in Italy, regia di Nanni Loy (1965)
7 monaci d'oro, regia di Marino Girolami (1966)
Tre morsi nella mela (Three Bites of the Apple), regia di Alvin Ganzer (1967)
Cose di Cosa Nostra, regia di Steno (1971)
La Tosca, regia di Luigi Magni (1973)
C'eravamo tanto amati, regia di Ettore Scola (1974)
I baroni, regia di Gian Paolo Lomi (1975)
Il ginecologo della mutua, regia di Joe D'Amato (1977)
Nerone, regia di Castellacci e Pingitore (1977)
Giovanni Senzapensieri, regia di Marco Colli (1986)Regista e attore
Emigrantes (anche soggetto e sceneggiatura) (1948)
Benvenuto reverendo! (anche produzione e sceneggiatura) (1950)
La famiglia Passaguai (anche produzione e sceneggiatura) (1951)
La famiglia Passaguai fa fortuna (anche produzione, soggetto e sceneggiatura) (1952)
Papà diventa mamma (anche produzione e sceneggiatura) (1952)
Una di quelle (anche produzione e sceneggiatura) (1953)
Marsina stretta, episodio di Questa è la vita (anche sceneggiatura) (1954)
Hanno rubato un tram (anche sceneggiatura) (1954)
Il maestro... (El maestro) (anche soggetto e sceneggiatura) (1957)Televisione
Speciale per noi (Programma Nazionale), regia di Antonello Falqui (1971)
Milleluci, regia di Antonello Falqui (1974)Opere
Lucciche ar sole. Poesie romanesche. Roma, Società poligrafica romana, 1928.
Ci avete fatto caso?, Milano, Atlantis, 1942.
Mezz'ora con Fabrizi, Milano, Atlantis, 1942.
Volemose bene. 3 atti; Hai fatto un affare. 1 atto, con Mario Mattoli e Marcello Marchesi, Roma, Ariminum, 1944.
La pastasciutta. Ricette nuove e considerazioni in versi, Milano, A. Mondadori, 1970.
Nonna minestra. Ricette e considerazioni in versi, Milano, A. Mondadori, 1974.
Nonno pane. Ricette e considerazioni in versi, Milano, A. Mondadori, 1980.
Monologhi e macchiette, a cura di Maria Cielo Pessione, Roma, Theoria, 1994. ISBN 88-241-0392-8.
Trilogia, a cura di Maria Cielo Pessione, Roma, Audino, 1995.
Ciavéte fatto caso?, a cura di Marco Giusti, con VHS, Milano, Mondadori, 2002. ISBN 88-04-49221-X.Note

Bibliografia
Camillo Moscati. Aldo Fabrizi: l'ultimo re di Roma. Genova, Lo Vecchio, 1992.
AA. VV. La famiglia Passaguai - Una trilogia di Aldo Fabrizi. Fondazione Aldo Fabrizi, 1999.
Massimo Fabrizi. Aldo Fabrizi, mio padre. Roma, Gremese, 2006. ISBN 88-8440-411-8.
Sebastiano A. Giuffrida, Roma, esterno giorno - Aldo fabrizi, attore, sceneggiatore, regista, produttore, ... (PDF), Brufo Editori, (ISBN non disponibile).Altri progetti

Wikiquote contiene citazioni di o su Aldo Fabrizi
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Aldo FabriziCollegamenti esterni

Aldo Fabrizi, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
Aldo Fabrizi, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
(EN) Aldo Fabrizi, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
Aldo Fabrizi, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
(EN) Aldo Fabrizi, su Find a Grave.
(EN) Opere di Aldo Fabrizi, su Open Library, Internet Archive.
Aldo Fabrizi, su Discografia nazionale della canzone italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi.
(EN) Aldo Fabrizi, su Discogs, Zink Media.
Aldo Fabrizi, su CineDataBase, Rivista del cinematografo.
(EN) Aldo Fabrizi, su Internet Movie Database, IMDb.com.
(EN) Aldo Fabrizi, su AllMovie, All Media Network.
(EN) Aldo Fabrizi, su Internet Broadway Database, The Broadway League.
(DE, EN) Aldo Fabrizi, su filmportal.de.
"Scheda Totò visto da Aldo Fabrizi", su antoniodecurtis.org.
La radio di Aldo Fabrizi, con una scheda biografica
Caro Fabrizi, facevi poesia con la pastasciutta, articolo di Mario Soldati, Corriere della Sera, 21 febbraio 1993, p. 27, Archivio storico. URL visitato il 7/07/2016

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